Carta europea del plurilinguismo - Assise europee del plurilinguismo - 2005-2008

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Written by Osservatorio europeo del plurilinguismo   
Wednesday, 04 June 2008
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Nel testo che segue si intende per plurilinguismo l'uso di più lingue da parte di uno stesso individuo e  per multilinguismo la coesistenza di più lingue in seno ad un gruppo sociale. Una società plurilingue si compone prevalentemente di individui in grado di esprimersi a variiversi livelli di competenza in più lingue, di individui cioè multilingui o plurilingui. Una società multilingue può per contro essere formata prevalentemente da individui monolingui che non conoscono altre lingue.

Perché il plurilinguismo ?

Vettore essenziale della cittadinanza democratica, il plurilinguismo è in Europa la forma più auspicabile e più efficace di comunicazione nell’ambito del dibattito pubblico: esso trasmette valori di tolleranza e di accettazione delle differenze e delle minoranze. Indissociabile da ogni forma di cittadinanza europea attiva, la diversità linguistica e culturale costituisce quindi una componente fondamentale dell'identità europea.

La lingua permane l’accesso privilegiato a ogni tipo di cultura. La traduzione, mai esauriente né perfetta, non sostituisce il ricorso diretto alle forme di espressione nella lingua di origine. In quanto veicolo di cultura, la lingua dà accesso a varie visioni del mondo. La comprensione reciproca si fonda pertanto sulla competenza plurilingue. Tra due persone che parlano lingue diverse, la comprensione sarà invariabilmente migliore sul piano informativo ed emozionale quando, invece di ricorrere ad una terza lingua, ciascuno dei due conosce la lingua dell'altro. Ma la comprensione reciproca effettiva poggia esclusivamente sulla messa in comune di un patrimonio linguistico culturale.

Il destino delle lingue non può essere determinato da obiettivi utilitaristici. In contrapposizione ad una visione dominante della mondializzazione tendente al monopolio di un'unica lingua di comunicazione strumentalizzata, occorre affermare la superiorità di un plurilinguismo fondato sul patrimonio linguistico culturale.

Di fronte ad una mondializzazione ambigua in cui la biodiversità diventa una delle principali fonti di preoccupazione, la diversità linguistica e culturale deve imporsi come una priorità. Le due questioni fanno parte della stessa problematica.

I principi del plurilinguismo sono stati enunciati in varie dichiarazioni e manifesti, nonché in strumenti nazionali ed internazionali di portata giuridica variabile, cui la presente dichiarazione e il presente programma di azione fanno riferimento. In particolare:

A livello delle organizzazioni internazionali:

♣ Le risoluzioni a favore dell'istruzione bilingue adottate in occasione della 18a e 19a Conferenza generale dell'Unesco (1974-1976).
♣ Il comitato consultivo per il pluralismo linguistico e l'insegnamento plurilingue, istituito dal Consiglio esecutivo dell'Unesco nell'ottobre 1998.
♣ La risoluzione 12 sull'attuazione di una politica linguistica mondiale fondata sul plurilinguismo, adottata dalla 30a Conferenza generale dell'Unesco il 6 novembre 1999.
♣ La Dichiarazione universale dell'Unesco sulla diversità culturale (2 novembre 2001), in particolare l'articolo 6 e gli orientamenti del piano d'azione per la sua attuazione, in particolare gli articoli 5, 6, 7, 10 e 13.
♣ La convenzione dell’Unesco sulla salvaguardia e la promozione delle espressioni culturali (20 ottobre 2005).
♣ La risoluzione sul multilinguismo votata dalla 54a Assemblea generale delle Nazioni Unite (17/9/1999)
♣ La Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, adottata dal Consiglio d'Europa il 24 giugno 1992, in cui si chiede agli stati e agli enti locali e regionali di fornire alle comunità di lingue regionali o minoritarie i mezzi per assicurare la loro
esistenza sul piano linguistico, pur tutelando le lingue nazionali che garantiscono l'unità di comunicazione in ciascuno Stato.

Sul piano dell'Unione europea

♣ La mozione del Consiglio dei Ministri dell'Educazione dei Dodici nel 1984, in cui si raccomanda "la conoscenza pratica di due lingue oltre alla lingua materna".
♣ La mozione votata dall'Assemblea delle regioni d'Europa (ARE) a Madrid, il 2 giugno 1989, in cui si propone di integrare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, con un testo sul diritto di tutti ad un'educazione bilingue.
♣ La risoluzione del Consiglio, del 31 marzo 1995, concernente il miglioramento della qualità e la diversificazione dell'insegnamento delle lingue, ai cui sensi gli studenti devono potere, di massima, imparare due lingue dell'Unione diverse dalla lingua materna.
♣ Il Libro bianco della Commissione del 1995 intitolato "Insegnare e apprendere: verso una società della conoscenza".
♣ Le conclusioni del Consiglio europeo del 12 giugno 1995 sulla diversità linguistica e sul plurilinguismo nell'Unione europea.
♣ La risoluzione del Consiglio, del 16 dicembre 1997, riguardante l'insegnamento precoce delle lingue dell'Unione europea.
♣ La Dichiarazione e il Programma sull'educazione alla cittadinanza democratica (CM (99) 76), Comitato dei Ministri, 7 maggio 1999.
♣ La decisione n. 1934/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 luglio 2000 che istituisce l'Anno europeo delle lingue 2001.
♣ Le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona, del 23 e 24 marzo 2000 che includono le lingue straniere nel quadro europeo per la definizione delle competenze di base.
♣ L'articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali, proclamata dal Consiglio europeo di Nizza, nel quale si afferma che l'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica.
♣ Il programma di lavoro del Consiglio 5680/01 del 14 febbraio 2001, pag. 14 “ obiettivi concreti futuri dei sistemi di istruzione e di formazione”.
♣ La risoluzione del Consiglio del 14 febbraio 2002 relativa alla promozione della diversità linguistica e dell’apprendimento delle lingue nel quadro dell'attuazione degli obiettivi dell'Anno europeo delle lingue 2001.

È inoltre evidente che, anche se non vengono citati esplicitamente i diritti linguistici, di cui a vari strumenti giuridici nazionali e internazionali, comportano la libera circolazione delle idee tramite la parola e l'immagine e presuppongono quindi la diversità linguistica.




Last Updated ( Thursday, 05 June 2008 )
 
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In memoriam
In memoriam
After a long battle against the disease Franck Biancheri passed away 30th of October 2012, at the age of 51. A great European, a militant democrat, a wonderful person.
Franck Biancheri was founder of AEGEE and founding fathers of the ERASMUS programme. He also was research director of the European thinktank LEAP 2020. In 2005, following the no of the Dutch and French to the Constitutional Treaty, Franck Biancheri founded the European citizens movement Newropeans.