Europarlamento: viaggi aerei, rimborsi e... sorprese PDF Print E-mail
Written by Diego Malcangi   
Thursday, 08 May 2008

 

Per alcuni impegni personali, mi ero recato a Strasburgo, il 17 aprile scorso. Una tappa veloce, arrivo in mattinata da Lione, un colloquio, e poi di nuovo in aereo, per Roma, con un volo economico (Ryanair) da Baden-Baden: volo in realtà meno economico, perché non esiste navetta regolare, non c'è un collegamento diretto con il treno (e non avevo tempo)...  45 euro per il viaggio da Strasburgo a Baden: non poco, direi.  Più o meno altrettanto avevo speso prenotando per tempo  il volo per Roma. 

 

Stanco, un po' nervoso, arrivo in aeroporto e vedo una coda di personaggi più o meno noti, al check-in: riconosco alcuni eurodeputati, tra i quali Lilli Gruber e Marco Cappato.   

Lei, vestita con jeans attillati bianchi, stivali e giacchetta in cuoio, quando fu il suo turno contestò vigorosamente il pagamento richiesto da Ryanair per i bagagli, e la tirò per la verità un po' per le lunghe. La cosa, non lo nego, mi innervosì, perché si tratta di una cosa che tutti sanno, che è scritta sul sito di Ryanair e chiaramente indicata quando si prenota il volo, e in fin dei conti si tratta di una quindicina di euro, mi pare.    Paghi cinque euro in più in aeroporto, se non hai pagato per il bagaglio on-line. Lei disse che non era scritto da nessuna parte, ne fece una questione di principio.    Parlava un tedesco perfetto, la Gruber. Pensavo:  « meno male, un deputato europeo italiano che parla bene le lingue, e che lavora anche bene, meritandosi il suo stipendio - dal 2004, la Gruber ha fatto una quindicina di interventi, ai quali si sommano le interrogazioni, le proposte di direttiva, le attività nelle commissioni di cui fa parte... Abbiamo un buon deputato, però al posto suo non farei tutte queste scene ».

Cappato, invece, si teneva in disparte: era silenzioso, si guardava in giro come fa l'uomo che sa di piacere, poi fu preso da un collega in un conciliabolo abbastanza fitto - non ho origliato, non so di cosa abbiano parlato -. Elegante, anche nella sua indifferenza a quanto accadeva allo sportello...

 

Mi hanno successivamente riferito che la scena si ripete con una certa frequenza: non ci credo, perché la Gruber mi sembrò sincera, nella sua protesta. Resta il fatto che aveva torto, e che con lo stipendio di un eurodeputato ci si può anche permettere di pagare un bagaglio su un volo Ryanair. Con l'indennità, poi... Già, perché gli eurodeputati hanno un'indennità di viaggio che è forfettaria. Un assistente parlamentare mi ha detto che il rimborso è parametrato sul biglietto più caro della tratta tra la città di provenienza e Strasburgo. In realtà, si tratta della più cara tra le tariffe « Economy ».    Mentre scrivo, un volo per dopodomani, Roma-Strasburgo e ritorno, partenza la mattina e ritorno nel pomeriggio del giorno successivo, costa un migliaio di euro (ma se prenoti con largo anticipo spunti prezzi migliori, e quindi già guadagni dai rimborsi), contro i circa 200 di Ryanair, che ha anche un orario un po' più comodo.

 

Così, al Grillo di turno, verrebbe da dire « ci fanno la cresta, tutti questi euro-deputati », e lo confermerebbe con un rapporto della Corte dei Conti europea, che dice: « il rimborso forfettario delle spese di viaggio è calcolato in base alla distanza tra il luogo delle riunioni e il domicilio dichiarato dal deputato », e aggiunge: questo sistema di rimborso « ha portato, nel 1996, a versamenti (27,6 milioni di Ecu) mediamente superiori del 30%  alle tariffe aeree della business class, per una differenza di circa 6,5 milioni di Ecu ».  

 

In realtà però, lo stesso rapporto, che è del 1998, dice anche:  « Fino al 1997, il rimborso forfettario delle spese di viaggio era basato sulla dichiarazione del deputato, i controlli non vertevano sul tragitto o sul soggiorno, ma sulla presenza in aula. (...)  Dal 1 novembre 1997, il rimborso è subordinato alla presentazione della carta d'imbarco o del biglietto del treno... »

 

Quindi: dal 1997, l'euro-deputato può effettivamente guadagnare cifre anche importanti dal rimborso delle spese di viaggio, ma deve presentare una carta d'imbarco che dimostri che ha effettivamente percorso quella tratta, anche se non viene indicato il prezzo (certamente più economico del forfait previsto per il rimborso). Ma non è chiaro cosa accada se prendi una low cost: ti rimborsano comunque il massimo della tratta Roma-Strasburgo? O si considera il prezzo massimo della tratta Roma-Baden/Karlsruhe?   

 

Nel primo caso, sarebbe opportuno rimediare al più presto (e l'europarlamento mi pare abbia già previsto un nuovo sistema di rimborsi, dietro presentazione di giustificativo, dal 2009 o 2014 - ma forse solo per i neo-eletti -). Nel secondo caso, invece, prendendo la low cost il deputato avrebbe meno margine, meno guadagno (o guadagno nullo), e quindi ci sarebbe da chiedersi perché partono dal lontano aeroporto di Baden-Baden/Karlsruhe, per Roma, invece che da quello di Strasburgo. 

 

Risposta semplice: Strasburgo, sede del Parlamento europeo, della Corte di Giustizia, del Consiglio d'Europa, è pessimamente collegata: con Alitalia, spendi la bellezza di 1000 euro per partire di mattina ed arrivare in serata (scalo a Malpensa, ma da lì parte ormai solo il volo serale...); con Air France, devi comunque fare scalo a Lione, Marsiglia o Parigi. Altri operatori in grado di praticare voli diretti Roma-Strasburgo non esistono, grazie alla copertura politica data negli anni, in Italia e in Francia, alla mortifera alleanza tra Alitalia ed Air France. Che hanno agito in regime di monopolio, garantendo un pessimo servizio ai cittadini. Ed è questo, il vero scandalo: che una low cost britannica (costretta ad atterrare in Germania) garantisca collegamenti con Strasburgo più efficienti, economici, ad orari più compatibili con qualsiasi attività  rispetto alle compagnie di bandiera. L'esempio - mi pare - conferma pienamente quanto ho avuto modo di dire a più riprese su Alitalia ed Air France. In quanto a deputati ed eurodeputati, ed ai costi della politica, mi limito a far notare che gli stipendi non sono affatto scandalosamente elevati, se raffrontati a quelli dei manager, dei dirigenti o dei burocrati d'alto livello. Quello che manca ancora è un vero regime di controllo di benefit, indennità e rimborsi (e mi riferisco in particolare alle indennità per gli assistenti parlamentari, oltre ai trasporti).   

E che Europa è, se per riunire il Parlamento per un paio di giorni costringi i deputati, servendosi delle compagnie di bandiera, a venire un giorno prima e ripartire un giorno dopo, o a prendere una low cost?  E tutto questo perché, in barba ai principi di libero mercato enunciati dalla stessa Europa, lo Stato ha continuato ad essere azionista di riferimento della compagnia di bandiera, in Italia come in Francia, e lo stesso Stato  ha di fatto bloccato la concorrenza?  

   

Diego Malcangi
Milano - Italia

 

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